TechnoBusiness Headline Animator

Visualizzazione post con etichetta assange. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta assange. Mostra tutti i post

lunedì 20 dicembre 2010

WikiLeaks App per iPhone



WikiLeaks App è il nuovo software per iPhone, iPod Touch e iPad, reso disponibile da pochissimo per il download su App Store di iTunes 
Igor Barinov, sviluppatore di WikiLeaks App, ha precisato inoltre che la sua App disponendo di un server diverso da quello della versione browser, è quasi del tutto protetta dal rischio “oscuramento”.

In conclusione, come precisato dallo sviluppatore (del tutto indipendente dal progetto di Julian Assange), per ogni copia di Wikileaks App scaricata, verrà devoluto un dollaro a favore delle tante associazioni che sostengono il concetto di democrazia online.

Per scaricare WikiLeaks App basterà cliccare il link qui in basso

ASSANGE LIBERO, "LA GIUSTIZIA NON E' ANCORA MORTA"


Julian Assange, ossia “mr. Wikileaks” è libero: ha lasciato il carcere di Wandsworth e pensa di continuare il suo lavoro, come esponente primario di Wikileaks.
La cauzione fissata per il suo rilascio è stata di 200mila sterline (circa 236 mila euro) e Assange è ora in libertà vigilata. Ha la possibilità di usufruire di una residenza presso Ellingham Hall, a poche ore da Londra, messa a disposizione da un giornalista suo amico.
Durante la libertà vigilata dovrà presentarsi alle autorità per un controllo ogni sera e dovrà restare a disposizione nella residenza indicata per quattro ore di giorno e quattro ore di notte. La prossima udienza è fissata per l’11 gennaio 2011.
«È bello respirare di nuovo l'aria fresca di Londra», ha detto Assange accolto da un'ovazione sui gradini della Royal Court of Justice - ai suoi piedi una piccola folla di fan e oltre cento giornalisti. Il capo di Wikileaks si è detto determinato a battersi «per dimostrare la sua innocenza e per continuare il suo lavoro. La giustizia britannica non è ancora morta», ha detto Assange uscendo dalla Corte dopo nove giorni di prigione.


Intanto, però, le autorità americane stanno cercando di raccogliere le prove contro il fondatore di Wikileaks per incriminarlo di “cospirazione” per la pubblicazione dei documenti riservati Usa.

giovedì 9 dicembre 2010

Pro-WikiLeaks hacker, attacco annunciato a PayPal

Gli hacker informatici di supporto WikiLeaks attaccheranno PayPal non, Amazon.com
Gli hacker hanno preso di mira siti web delle organizzazioni che sono ostili a Wikileaks e Julian Assange.

"Non possiamo attaccare Amazon, al momento. Non abbiamo forze sufficienti",
hanno detto su Twitter.

Anonymous

Così si fanno chiamare

obbiettivo: "libertà di informazione".

Giustificano le proprie azioni come strumento per guadagnare visibilità: 
"Questi attacchi e queste minacce fanno più rumore delle proteste pacifiche". "Noi siamo tutti, noi siamo dovunque, noi siamo Anonymous",
 hanno detto in una recente intervista per il sito dell' Economist.


Assange fondatore di WikiLeaks è detenuto in una prigione di Londra, i giudici britannici devono decidere se estradarlo in Italia per affrontare un interrogatorio. 
Non è stato accusato di un crimine.


venerdì 3 dicembre 2010

WikiLeaks "L'IMMORTALE ARMA CONTRO LA DIPLOMAZIA"

Questa mattina è stato oscurato per ben 6 ore Wikileaks. In realtà il dominio originale del sito di Julian Assange (Wikileaks.org) è stato del tutto eliminato dalla rete: la pagina web ora è raggiungibile solo tramite un indirizzo IP. E’ stato il provider americano EveryDNS.net a bloccare il dominio. Se adesso si vuole accedere ai documenti segreti svelati da Wikileaks, bisogna accedere tramite Wikileaks.ch. Infuriato Assange, colpevolizza gli Stati Uniti: 
“Il dominio Wikileaks.org è stato ucciso dagli Usa”.

Pare che adesso Wikileaks si faccia ospitare da un server che agisce da un bunker inSvezia, ma non è una notizia confermata.

Ecco le foto del bunker dei server di WikiLeaks, pubblicate oggi dal sito La Repubblica.it.
I server sono collocati nel centro dati della Bahnhof, uno dei maggiori provider svedesi, a 30 metri di profondità a Stoccolma, separati dall'esterno con porte da 40 cm di spessore, all'interno del quale Wikileaks ha affittato alcune macchine. Il nome in codice della struttura, originariamente gestita dai militari e predisposta per resistere all'esplosione di una bomba all'idrogeno, è 
"Pionen White Mountains".